La gondola e i gondolieri furono spesso soggetti a trasferimenti non solo in Italia ma anche all'estero. Le prime gondole inviate fuori d'Italia furono quelle date in omaggio al re Carlo II d'Inghilterra nel 1661 e, come racconta l'ambasciatore della Repubblica di Venezia, Francesco Giavarrina, ebbero un successo inimmaginabile a corte e tra il popolo londinese.
Nel 1673 un altro veneziano, Francesco Michiel ambasciatore in Francia, fece giungere al castello di Versailles, alla corte di Luigi XIV, due gondole e quattro gondolieri in abito di broccato con ricami d’oro e d’argento. Tale fu il successo ottenuto che il monarca ordinò la costruzione di altre gondole assieme a miniature di galere e fregate veneziane. Aumentò, così, il numero dei gondolieri tanto che si costituirono in corporazione, detta “Petite Venise”, che durò per oltre un secolo.
Nel 1756, due gondole furono inviate dal doge Francesco Loredan all'Elettorato di Cologna.
Da allora le gondole veneziane e i gondolieri furono inviati in molte parti del mondo per rappresentare Venezia.
Il conte Nigra, rappresentante del Regno d'Italia alla Corte di Napoleone III e amico dell'imperatrice Eugenia, si servì della gondola per sollecitare la liberazione di Venezia, attesa dal 1859. La gondola arrivò il 26 giugno 1863 nel castello di Fontainebleu per una festa. Il Nigra approfittò per declamare, all'imperatrice che si dondolava in gondola, un'ode rimasta famosa nella storia:
... digli che in riva all'Adria
povera ignota esangue
soffre Venezia e langue,
ma è viva e aspetta ancor.
Non si contano più le nazioni e le città che hanno avuto la fortuna di avere le gondole veneziane: infatti Amburgo, Rotterdam, Buenos Aires e molte altre località videro la gondola con il gondoliere nelle acque dei loro fiumi o laghi.
Anche al giorno d’oggi numerose delegazioni di gondole e gondolieri si recano all’estero portando, in ogni luogo, la più pura venezianità.